Kulto è l'unico autore di "AmO Il SuOnO DeL SiLeNzIo"

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lunedì 9 gennaio 2012


A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi; A piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui;
Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti;
...
A vivere c'è il rischio di morire;
A sperare c'è il rischio della disperazione e
A tentare c'è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.
("Vivere, Amare, Capirsi" di Leo Buscaglia)
Arriva un momento in cui ti accorgi per che cosa ne vale veramente la pena..per che cosa no..ti accorgi chi sono le persone vere, chi no.. ti accorgi chi è stato importante,chi no..chi ti ha voluto bene e chi no..perché c'è sempre nel corso della vita il momento in cui tiri le somme e volti pagina, il momento in cui continui a camminare per la tua strada e nel frattempo cambi via. Non tutte le strade sono sempre dritte, durante il percorso troverai qualche buca, qualcuno che ti ostacolerà, qualcosa dietro l'angolo che non saprai di trovare, la strada della tua vita la spianerai da solo piano piano camminando e nel tragitto non smetterai mai di imparare.                 (A. Barrico)

Ho amici che non sanno quanto sono miei amici. Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me. L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità. Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma imp...azzirei se morissero tutti i miei amici! Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza…
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero. Molti di loro, leggendo adesso questa “crônica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco. E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita. Se uno di loro morisse io diventerei storto. Se tutti morissero io crollerei. E’ per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita. E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo. A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere… Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici. Un amico non si fa, si riconosce. (Vinìcius De Moraes)
Alla fine della giornata cosa conta davvero?
Non molto. Davvero non molto conta. Alla fine della giornata, se hai sorriso più di quanto ti sei accigliato, se hai riso più di quanto hai pianto, se hai detto alla tua famiglia e ai tuoi amici che li ami, se ti sei divertito parecchio facendo quello che fai per vivere, allora è stata una buona giornata.
(Larry Winget)

domenica 18 dicembre 2011


Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa..Lì per li ho risposto di no, poi ci ho pensato un pò su e..
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più..
Non avrei rinunciato ad invitare a cena i miei amici soltanto perchè il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta..
Avrei mangiato briciolosi pani...
ni nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso..
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza...Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perchè avevo appena fatto la messa in piega..
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a frza di accenderla..
Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti..Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando alla vita..Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito..
Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato..
Invece di non veder l'ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.. A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: "Su, su basta..Và a lavarti che la cena è pronta".
Avrei detto più spesso: "Ti voglio bene" e meno spesso: "Mi dispiace"..
ma soprattutto..potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto..lo guarderei fino a vederlo veramente..lo vivrei..
e non lo restituirei mai più
.(Erma Bombeck)

mercoledì 7 dicembre 2011


Dopo un pò impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima. E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza e inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti
con la grazia di un adulto non con il dolore di un bimbo.
E impari a costruire tutte le strade oggi perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari anche che il sole scotta se ne prendi troppo perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare....che sei davvero forte.... e che vali davvero.

(Veronica A.Shoffstall - Crescere)

Adesso so che la violenza è anche nel silenzio e qualche volta è invisibile a occhio nudo. La violenza è il tempo che risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, l'impossibile ritorno indietro. La violenza è quello che ci sfugge, che tace, che non si manifesta, la violenza è ciò che non ha spiegazione, che resterà opaco per sempre. (Gli effetti secondari dei sogni - Delphine De Vigan)